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Quei centimetri di troppo tra cultura e ignoranza
moda
26 febbraio 2020
Micheal Jordan e il mito delle snackers Nike

Il progetto della Nike era quello di costruire un’icona di sportività attorno a una scarpa e per realizzare il progetto serviva un giovane atleta talentuoso nel basket. Con Micheal Jordan nasce il brand Air Jordan.   

 Dal 1984 Mickeal Jordan indossa Nike

Il marchio Jordan è della Nike Inc, di cui Air Jordan fa parte di una linea di calzature da basket e abbigliamento sportivo realizzato appositamente per l’ex giocatore di basket NBA Micheal Jordan. Tutto iniziò nel 1984, la Nike stava attraversando un periodo di difficoltà, fino a quel momento vendeva scarpe da corsa, ma per rilanciare l’azienda aveva bisogno di un’operazione di marketing che avrebbe visto protagonisti alcune stelle dello sport.  Così decise di unire il suo nome a quello di Michael Jordan nuova stella nascente del basket e lanciare sul mercato il brand Jordan: un marchio di calzature e abbigliamento sportivo creato attorno all’immagine del campione. La Nike offrì a Jordan un contratto di 7 milioni di dollari per cinque anni, era arrivato il momento di soppiantare il predominio tenuto fino a quel momento da Adidas e Converse nel mondo del basket. Serviva un atleta giovane, una faccia nuova, un personaggio sul quale investire le risorse per creare qualcosa di nuovo, di diverso da quello che proponevano gli altri competitors utilizzando atleti famosi e già affermati. L’unico in grado di poter ricoprire quel ruolo era Micheal Jordan. Se la Nike sapeva che il giovane campione fosse una persona speciale, Jordan non era molto entusiasta di diventare il testimonial del brand, perché il suo grande sogno era quello di lavorare per Adidas.  Anche Converse era interessata all’atleta, ma Jordan rifiutò il contratto poiché il marchio già era sponsorizzato da famosi atleti e Jordan non sapeva quale linea di prodotti avrebbe potuto rappresentare. A questo punto pensò di fare un ultimo tentativo e portò la proposta commerciale fatta da Nike ad Adidas che non mostrò alcun interesse, deluso Jordan sapeva che suo malgrado non poteva rinunciare all’offerta della Nike, così alla fine firmò il contratto e accettò anche le clausole in esso contenute come l’obbligo di divenire Rookie dell’anno, raggiungere un minimo di punti a partita o diventare un All-Star altrimenti la Nike avrebbe potuto rescindere il contratto prima della scadenza. 

 Air Jordan e i diversi modelli

Le scarpe all’inizio vennero realizzate dal designer Nike Peter Moore esclusivamente per essere indossate da Micheal Jordan, era il 1984, solo l’anno dopo la sneaker originale Air Jordan I fu messa in commercio. Questa scarpa rappresentò all’inizio del suo debutto una vera operazione di marketing. Quando Micheal Jordan la indossò la prima volta, era il 17 novembre 1984 e disputava la partita contro i Philadelphia 76ers, non venne accolta bene dall’NBA che intervenne per vietarne l’utilizzo in quanto i colori non erano regolamentari. La Nike minimizzò il contenuto delle lettere di richiamo e continuò a far mettere ai piedi la sneaker a Jordan. La controversia vietata procurò alla Nike il pagamento di alcune multe, ma l’episodio generò talmente tanto clamore che l’ufficio marketing dell’azienda riuscì a far passare il paio di scarpe in pelle rossa-nera-bianca come un atto di ribellione facendo volare le vendite. Da quel momento iniziò il grande boom delle scarpe da basket. Vennero lanciate sul mercato 23 modelli ma forse anche di più. C’erano le Jordan dal taglio basso, di colore metallico, da bambino e persino una versione in tela chiamata Aiko. Seguirono una serie di colorazioni: Chicago, Bred, Black Toe, Shadow, Royal, Rehab, UNC e Banned.  

Con l’introduzione di Air Jordan II si apre una nuova era nelle sneakers. L’entrata in campo di Micheal Jordan era un evento calcolato, oramai l’attenzione del pubblico era riversata anche sulle sue scarpe. La calzatura sportiva fu realizzata in Italia, con finta pelle di lucertola, con un design molto curato ed elegante, la linea slanciata aggiungeva un tocco di raffinatezza. L’atleta la indossò per tutto il 1986-1987. Jordan riuscì a segnare un record di 23 punti consecutivi.

  

Micheal Jordan vinse il secondo slam dunk indossando le AJ III White Cements. Da qui nasce un’altra icona il Jumpman e con la nomination MVP, Jordan diventa famoso in tutto il mondo indossando le sue eleganti calzature con la stampa di elefanti, nata dall’occhio attento dell’architetto Tinker Hatfield.

Micheal Jordan chiuse la stagione 1988-1989 affondando il tiro vincente contro il Cleveland a soli sei secondi dalla fine della partita. Tutti gli occhi erano puntati su Jordan mentre si sollevava in alto alla ricerca del cesto. In quell’occasione indossava un Air Jordan IV.  La scarpa apparse anche nel film di Spike Lee Do the Right Thing.

Un brand attorno a un paio di scarpe

 Il progetto della Nike di voler costruire un'intera linea di scarpe attorno alla capacità quasi sovrumana di Micheal Jordan è stato vincente. Una volta che Jordan ha iniziato ad indossare le sneakers tutti i riflettori erano puntati su di lui, non solo per immortalare i momenti più eclatanti della partita, ma anche per sintonizzare l’attenzione su quello che indossava ai piedi. Le scarpe furono rilasciate nei negozi nel 1985 e fu subito un successo che fece guadagnare alla Nike 70 milioni di dollari solo nel primo mese di uscita. Alla fine dell’anno il marchio Air Jordan aveva fatto guadagnare 100 milioni di dollari. Il cofondatore Nike Phil Knight ha definito il successo di Air Jordan I "la combinazione perfetta di prodotto di qualità, marketing e sostegno degli atleti". 

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(Aquerello - "Farfalle in gioco"

F. Lucidi  - Marzo 2008 )

LO STRANO GIOCO DELL'AMORE

 Datemi pennelli, colori, tavolozza

e con la fantasia inventerò qualche bozza.

Dipingerò il cielo del colore dei tuoi occhi

e celeri nuvole da sembrare fiocchi.

Dipingerò il sole del colore dei tuoi capelli

e arenili spiagge da sembrare gioielli.

Dipingerò il mare del colore delle tue

labbra e spumeggianti onde da

sembrare ambra.

Dipingerò i monti del colore della tua pelle

e alpini fiori da sembrare stelle.

Dipingerò sulla tela un amore a me vicino

dipingerò per voi un paesaggio marino.

 Antologia Collana Radio Rime 101.9

- Dimensione Poesie 1996 

(Aquerello - "Incontro di stagione"

F. Lucidi - Aprile 2008)

 SI PUO' ESSERE LIBERI

E' libero chi porta avanti le sue idee

senza lasciarsi intimidire da consigli

insensati, chi cambia marcia quando

il mondo attraversa le stesse strade.

E' libero chi ha il coraggio di dire BASTA

all'efferatezza dei poteri, a un grammo

di polvere bianca, a infusi che

confondono la mente.

Si è liberi quando ci si lascia rapire da

una passione, da un sogno da seguire,

da un progetto da realizzare.

Autonomia di potersi muovere nella città

senza aver paura dell'eco dei propri passi,

ci fa sentire liberi.

Lasciarsi sostenere da chi tende la

mano, rischiare l'incerto per il certo,

regalare un sorriso a chi non conosce

altra gioia che il dolore, vivere ogni

giorno diverso dall'altro schivando

lamenti ed eccessi di collera, è libertà.

L'indipendenza presa nei gesti quotidiani

allontana la morte a piccole dosi,

perchè per abitare nel mondo

non occorre unicamente

soffiare sulla vita.

Antologia “Liberi” -

Premio di Poesia Gaetano Errico –

IX edizione 2007

(Aquerello - "Trittico Marino" -  F. Lucidi

Maggio 2008)